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martedì 21 febbraio 2012

Articolo di Valeria Rossi su PERCHE' UN CANE

Analizzo alla buona questo articolo che Valeria Rossi ha scritto.
In particolare mi hanno colpita due punti, che porto qui sotto partendo da quello che ho sentito più mio.


In effetti, io non me la sento di dire che ci sono motivi assolutamente fondamentali e imprescindibili per cui ci si DEBBA prendere un cane.Quindi, caro lettore, mi sa che l’articolo che volevi, alla fin fine, non te l’ho saputo scrivere.Perché l’unico vero motivo che a me viene in mente è proprio quello di cui ho parlato finora: il vuoto, la “mancanza di”.Però non è detto che la sentano tutti. Non siamo mica tutti uguali.Io ho cominciato a sentirla praticamente a due anni di età (e ho cominciato a rompere perché “volevo un cane”): ma altri non la sentono affatto, e a chi non la sente non c’è modo di farla scoprire. Non si sono pressioni sociali o culturali o religiose che ti facciano sentire in qualche modo “incompleto” se non hai un cane: se non ne senti la mancanza, non la senti. Punto. A meno che non ti  capiti un cane, un giorno o l’altro, per un motivo o per l’altro.



Alloraaa,come dire mi sento pienamente comprendere da questa frase: sono fermamente convinta che o ce l'hai o non ce l'hai. E' come una vocazione.
E' qualcosa di innato, è vero anche che qualcuno inizia ad appassionarsi ai cani ed alla cinofilia ben dopo la nascita,qualcuno addirittura dopo aver fatto tutt'altro nella vita.
Greame Sims,che è un tipo di cui leggo volentieri i libri, aveva fatto tutt'altro nella vita prima di dedicarsi ai cani, eppure ora lo chiamano da tutta l'europa.
Comunque sia credo che se la scintilla scatta dopo non credo perché prima non sia esistita,ma piuttosto che non ci sia stata l'occasione di farla scattare.
Io i cani li ho sempre visti, quelli grandi perché ho la fortuna di abitare in una città piena di spazi verdi ed in particolare in un luogo dove fino a una 10ina di anni fa (prima che costruissero ulteriormente) passavano volpi e tassi davanti casa.
Di cani piccoli qua intorno non ne abbiamo mai avuti, ci sono stati 3 husky,un pastore tedesco,ma niente cani piccoli.
Io però non mi soffermerei su questo, l'amore con i cavalier non c'è sempre stato, li ho scoperti più tardi, dopo aver passato in rassegna tutto l'atlante cinofilo che mia zia ha in casa da anni.
Quindi poi io gli animali li amo tutti (a parte quelli che mi stanno antipatici, ma non vado a specie,vado a carattere). Insomma non ricordo un momento in cui non ho voluto un cane, in cui non ho desiderato passare le mie giornate con lui. Non ricordo un momento in cui mi sono chiesta "se adesso avessi avuto un cane".
Era un vuoto della mia vita. Era un braccio che mi mancava.
Eppure in questa casa di cani non ce ne sono mai stati. E tra tutti gli zii,i cugini,i nonni, praticamente nessuno aveva avuto un cane.(a parte Amelie,la cuginetta PLI,che  è arrivata quando avevo 8 anni).
Non avere un cane era vivere senza una parte di me.
E quando è arrivato il cane, quando il mio sogno si è realizzato ho capito che la storia non stava finendo,ma iniziando.
Non volevo solo un cane, volevo stare sempre con i cani, per sempre.
A molte persone è difficile capire,ma io non riesco proprio ad immaginarmi senza questo 'arto' che è diventata per me la cinofilia.
Poi ho scelto di andare al Liceo,forse per facilitarmi un futuro in una facoltà veterinaria...è quello che voglio fare da sempre,senza riserve né timori, non ho altre opzioni per il mio futuro.
La mia opzione sono sempre i cani.
Per egoismo forse.
Non è neanche da dire che abbia questo grande istinto materno per il quale debba per forza occuparmi di qualcuno.
E' qualcosa di diverso,talmente grande che non riesco a spiegarlo.
Allora non lo spiego mai, soprattutto a chi non fa parte di questo ambiente, perché la gente ad un certo punto pensa "ma questa è tutta fuori".


L'altro punto su cui mi piaceva soffermarmi senza scrivere particolari commenti è questo .

E se l’amica non capisce, fanculo l’amica.
Se andrà dicendo in giro che casa tua sembra una stalla (anche se è assolutamente vero), se ne resti pure nella sua: che sarà pure linda e sterilizzata come uno spot pubblicitario dopo che ci hai passato il Bleng o lo Smick&Smack  (perché prima le case delle pubblicità sono infami tuguri che neanche con una muta intera di cani infangati potresti mai ridurre così),  ma che è piena di un vuoto ancora più drammatico di quello che avevi tu. Perché lei non si accorge neanche che c’è.

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